panorama corica(AMANTEA)  mare scoglio


Coreca fa parte del comune di Amantea, in provincia di Cosenza, nella regione Calabria.

La frazione o località di Coreca dista 4,71 chilometri dal medesimo comune di Amantea di cui essa fa parte.

Del comune di Amantea fanno parte anche le frazioni o località di Acquicella (2,13 km), Amantea Marina (3,29 km), Camoli (2,37 km), Campora San Giovanni (7,18 km), Cannavina (1,73 km), Chiaia (1,42 km), Chiaie (1,39 km), Cologni (8,56 km), Colongi (1,93 km), Colongi Superiore (1,33 km), Corica (5,71 km), Fravitte (8,96 km), Oliva (6,63 km), San Procopio (3,65 km), Tonnara (3,27 km), Villanova (8,02 km).

Il numero in parentesi che segue ciascuna frazione o località indica la distanza in chilometri tra la stessa e il comune di Amantea.

STORIA
Nell’antichità, all’arrivo dei primi coloni greci corinti per la natura rigogliosa che ricordava la natale Corinzia e la numerosa presenza di corvi, fu chiamata ???a?a? (Korakas) che significa per l’appunto luogo dei corvi. Ma nel territorio non vi fu una civiltà autonoma, ma bensì fu come una sorta scalo con un piccolo porticciolo, difatti su alcune carte viene segnato (fino ai primi anni del XVIII secolo) come Ager Caricum (dalla dominazione romana in poi assunse questa nuova denominazione), nelle rotte tra Temesa e Terina per le Eolie (difatti le isole distano 65 miglia dalla Costa di Coreca), da qui il dialetto antico Corica. Vi sono stati ritrovati dei reperti di questa testimonianza ora custoditi a Reggio Calabria e al British Museum di Londra. Sempre punto importante per le basi di vedetta durante il corso dei secoli, ma non sviluppatasi per dar posto alla vicina Amantea e ai paesi collinari limitrofi come Aiello Calabro e Lago.

La popolazione è in parte discendente da alcune famiglie dei paesi limitrofi venute fin dal 1800 ad insediarsi nei luoghi attuali. Nel 1943 fu un punto strategico per le operazioni degli alleati, soprattutto grazie alla “Turriella” (un fortino di origine arabo-normanna) adoperato dagli anglo-americani per le operazioni di segnaletica morse, da qui la nomenclatura attuale per l’anglicizzazione del nome “Coreca” in quanto in inglese Corica si scrive Coreca.

Molto importante fu lo strategico Casello da Tonnara, ora distrutto e malridotto. Negli anni cinquanta, data la scarsità di lavoro e la miseria del dopoguerra, i corachesi emigrarono in Venezuela alla speranza di un futuro migliore e un ritorno in patria. Negli anni sessanta, grazie al boom economico ed al rilancio dell’economia italiana, Coreca diventa una meta turistica e radioamatoriale, grazie alla posizione strategica per gli scogli[non chiaro].

Di breve durata anche una emittente radiofonica privata (Radio Coreca chiusa nel 1996), una delle prime pioniere della radiodiffusione privata.

Il 20 maggio 1974 per merito turistico la contrada viene promossa con decreto presidenziale a frazione.

Nei primi anni 90 iniziò il declino di Coreca, per la mancanza di adeguatezza di strutture e servizi vari, favorendo la Vicina Campora San Giovanni e il Capoluogo Comunale. Nel 2008 la frazione per decreto comunale aumenta il territorio annettendo a sé: Marinella, Oliva e Stritture, passando così da 2,5 km² a 4 km². Dal 2013 è iniziato un lento ma eccellente rinnovamento e presa di coscienza per far risorgere Coreca, grazie anche ai giovani locali che ad altre associazioni culturali pro-coreca.